Come fare un piano editoriale social
Il piano editoriale è quello che separa una pagina che cresce da una che pubblica quando capita. Non è un documento complicato: è la risposta a tre domande, cosa pubblico, quando e perché, scritta prima e non decisa la sera stessa con il telefono in mano. Qui trovi come costruirne uno che regga davvero, con esempi presi da settori diversi.
Cos'è, in una riga
Il piano editoriale è il calendario dei tuoi contenuti social: i temi ricorrenti, i formati, le date e l'obiettivo di ogni uscita. La strategia dice dove vuoi arrivare, il piano editoriale dice cosa pubblichi lunedì. Senza, la pagina diventa un mese di offerte e il mese dopo di frasi motivazionali, e chi ti segue non capisce più chi sei.
Prima del calendario: due cose da fissare
L'obiettivo. Farsi conoscere, portare gente in negozio, ricevere richieste di preventivo, vendere online. Sembra ovvio, ma cambia tutto: una pagina che deve far prenotare un ristorante pubblica cose diverse da una che deve vendere un corso. Scegline uno principale, non cinque.
Il pubblico. Chi vuoi raggiungere e cosa gli interessa. Un centro estetico che parla a donne di trent'anni della sua zona usa un tono e argomenti diversi da uno studio legale che parla a imprenditori. Il pubblico decide la lingua, non i tuoi gusti.
Il cuore del piano: le rubriche
Qui casca la maggior parte dei tentativi fai da te. Chi parte a inventare un post alla volta si blocca dopo due settimane. Chi parte dalle rubriche non resta mai senza idee. Una rubrica è un tipo di contenuto che torna con regolarità. Tre o quattro rubriche bastano a coprire un mese intero.
Uno schema che funziona quasi ovunque:
- Contenuti utili. Consigli, guide brevi, risposte alle domande che i clienti fanno di continuo. Sono quelli che ti fanno percepire come competente e che le persone salvano.
- Dietro le quinte. Come lavori, chi c'è dietro, il prodotto che nasce. Avvicinano, danno fiducia, mostrano che dietro il logo ci sono persone.
- Prova e risultati. Recensioni, lavori finiti, prima e dopo, numeri. Sono i contenuti che spingono chi è indeciso a contattarti.
- Promozione. L'offerta, il nuovo servizio, l'invito a scrivere o prenotare. Vanno bene, ma non devono essere l'unica cosa che pubblichi, o la pagina diventa un volantino.
Il segreto è il mix: se tre post su quattro chiedono di comprare, le persone smettono di seguirti. Se tre su quattro danno qualcosa, quando arriva l'offerta la ascoltano.
Rubriche concrete, per settore
Le stesse quattro categorie, tradotte in contenuti reali.
Ristorante. Il piatto del giorno e come nasce (utile), lo chef che prepara la pasta fresca alle sette del mattino (dietro le quinte), il tavolo pieno del sabato e le recensioni (prova), il menù speciale del weekend (promozione).
Studio medico o dentistico. La risposta a un dubbio frequente dei pazienti (utile), la sala e gli strumenti che spiegano perché scegliere te (dietro le quinte), la testimonianza di chi si è trovato bene (prova), la prima visita o il controllo (promozione).
E-commerce. Come si usa o si abbina il prodotto (utile), il pacco che viene preparato e spedito (dietro le quinte), le foto dei clienti e le recensioni (prova), la novità in catalogo o la spedizione gratuita (promozione).
Negozio o attività locale. Il consiglio dell'esperto (utile), la giornata in negozio (dietro le quinte), il cliente soddisfatto (prova), l'arrivo nuovo o l'evento del sabato (promozione).
Frequenza: meglio poco e costante
La domanda giusta non è quanti post fare, è quanti riesci a farne bene per mesi. Per la maggior parte delle piccole attività un ritmo sostenibile è da tre a cinque uscite a settimana nel feed, più le storie che vivono di giornata. Una pagina che pubblica tre volte a settimana per sei mesi batte una che pubblica ogni giorno per due settimane e poi sparisce. L'algoritmo premia la costanza, e anche le persone.
Il calendario vero
A questo punto metti le rubriche in un calendario, con date e orari. Non serve un software: una tabella con la data, il canale, la rubrica, il testo e il formato è già un piano editoriale. Quello che conta è vederlo tutto insieme, così ti accorgi se stai pubblicando cinque promozioni di fila o se è passata una settimana senza un contenuto utile.
Gli orari migliori dipendono dal tuo pubblico, non da una regola universale. Si trovano guardando quando i tuoi follower sono attivi, dato che ogni profilo mostra nei suoi strumenti. Come punto di partenza, tarda mattina e prima serata funzionano per la maggior parte delle attività.
L'errore più comune
Riempire il calendario e non guardare mai i risultati. Il piano editoriale non è un compito da consegnare, è uno strumento da correggere. A fine mese guarda quali contenuti hanno funzionato: più visite al profilo, più salvataggi, più messaggi. Quelli che rendono si ripetono, quelli che non rendono si cambiano. Le rubriche restano, i contenuti si aggiustano.
Farlo da soli o affidarlo
Un piano editoriale puoi costruirlo da solo: serve metodo e, soprattutto, la costanza di rispettarlo. Il punto in cui le attività si arenano non è pensarlo, è tenerlo vivo settimana dopo settimana mentre gestiscono il resto del lavoro. Se ti riconosci in questo, la gestione delle pagine social è esattamente questo: costruiamo noi il calendario editoriale, prepariamo i contenuti e pubblichiamo sul tuo profilo, tu approvi e basta. Se prima vuoi capire i costi, abbiamo scritto quanto costa la gestione dei social per un'azienda.
Vuoi che diamo un'occhiata alla tua pagina e ti diciamo che rubriche avrebbero senso? Scrivici, senza impegno.