Quanto costa la gestione dei social per un'azienda

È la domanda che arriva quasi sempre per prima, di solito subito dopo aver visto la pagina Instagram di un concorrente che pubblica bene. La risposta breve è che in Italia si va dagli 80 euro al mese di un servizio minimo ai 3.000 e oltre di una gestione multicanale con produzione video. La risposta utile richiede qualche riga in più, perché quello che cambia il prezzo non è quasi mai il numero di post.

Le fasce di prezzo che trovi sul mercato italiano

Guardando i listini pubblici di agenzie e freelance italiani, le fasce che si ripetono sono tre.

  • Da 80 a 400 euro al mese, per canale. Servizio essenziale: quattro o sei uscite al mese, contenuti generici, spesso grafiche prese da template. Di solito è un freelance all'inizio del percorso oppure un pacchetto standardizzato.
  • Da 500 a 1.500 euro al mese. Gestione completa: otto o dodici uscite al mese, piano editoriale ragionato sul tuo pubblico, testi scritti su misura, hashtag studiati e un report mensile. È la fascia in cui si colloca la maggior parte delle piccole e medie imprese.
  • Oltre 1.500 euro al mese. Gestione multicanale, produzione di video e reel, servizi fotografici, community management sui messaggi e gestione delle campagne a pagamento. Qui il costo sale soprattutto per la parte di produzione.

Le cifre sono ampie perché sotto lo stesso nome finiscono servizi molto diversi. Prima di confrontare due preventivi devi sapere cosa c'è dentro.

Cosa comprende davvero un pacchetto di gestione pagine social

Un servizio completo di solito include queste voci. Se una manca, il prezzo scende e il lavoro che resta a te sale.

  • Analisi del profilo e del pubblico. Chi ti segue oggi, chi vorresti raggiungere, cosa fanno i concorrenti.
  • Linea editoriale. I temi ricorrenti, il tono, i formati. Serve a evitare la pagina che un mese parla di offerte e il mese dopo di ricette.
  • Calendario editoriale. Il piano con date e contenuti, condiviso prima della pubblicazione, così puoi approvare o cambiare.
  • Produzione dei contenuti. Grafiche, didascalie, hashtag. È la voce che pesa di più, soprattutto se servono video.
  • Pubblicazione. Postare negli orari giusti, con costanza, senza che tu debba ricordartelo.
  • Report. Copertura, account raggiunti, visite al profilo, crescita. Numeri leggibili, non uno screenshot incollato.

Le voci che fanno salire il preventivo

A parità di post al mese, il prezzo cambia soprattutto per quattro motivi.

Il numero di canali. Instagram e Facebook insieme costano poco più di uno solo, perché il contenuto si adatta. Aggiungere TikTok o LinkedIn è un altro lavoro: formati diversi, pubblico diverso, testi riscritti.

Chi produce il materiale. Se le foto e i video li fornisci tu, il costo resta sulla parte creativa e di pubblicazione. Se serve una troupe, un montatore o uno shooting mensile, la voce di produzione può valere da sola più di tutta la gestione.

La frequenza. Passare da otto a venti uscite al mese non raddoppia solo la produzione, moltiplica anche le revisioni e le approvazioni.

La gestione dei messaggi. Rispondere ai commenti e ai messaggi diretti è un servizio a orario, quindi si quota a parte. Per un'attività che riceve richieste ogni giorno è spesso la parte più preziosa.

Quanto costa un social media manager

È la stessa domanda vista dall'altro lato: invece di comprare un servizio, assumi o ingaggi una persona. Un social media manager freelance in Italia si colloca in genere tra i 300 e i 1.500 euro al mese per cliente, in base all'esperienza e a quanti canali segue. Un social media manager interno costa quanto un dipendente, quindi stipendio più contributi, e ha senso quando i contenuti da produrre sono tanti e quotidiani.

Il confronto vero non è freelance contro agenzia, è quante ore di lavoro ti servono ogni mese. Sotto le venti ore un professionista singolo copre bene. Sopra, con video da montare e più canali attivi, serve più di una persona e i tempi di consegna diventano il problema principale.

Il prezzo a post dice poco

Molti preventivi si leggono come una divisione: costo mensile diviso numero di post. È un modo comodo per confrontare, però confronta la cosa sbagliata. Dodici post generici valgono meno di sei contenuti pensati sul tuo pubblico, e una pagina che pubblica ogni giorno senza una linea chiara cresce meno di una che pubblica tre volte a settimana con una direzione. Quando confronti due offerte, guarda il piano editoriale del primo mese, non il conteggio.

Gestione delle pagine e campagne sono due cose diverse

Capita spesso che vengano confuse. La gestione della pagina riguarda quello che pubblichi sul profilo e raggiunge soprattutto chi già ti segue. Le campagne su Facebook e Instagram servono a farti vedere da chi non ti conosce, e hanno un budget pubblicitario a parte che va alla piattaforma. Le due cose funzionano meglio insieme: la campagna porta le persone sul profilo, il profilo curato le convince a restare. Se stai valutando anche la parte a pagamento, abbiamo scritto una guida su quanto budget serve per le campagne Meta.

Quando ha senso affidare la gestione

Il conto va fatto anche sul tempo tuo. Preparare grafiche, scrivere le didascalie, scegliere gli hashtag e pubblicare porta via facilmente sei o otto ore al mese, distribuite in ritagli che spezzano la giornata. Se quelle ore valgono più di quanto costa il servizio, la scelta si fa da sola. Il tema lo abbiamo approfondito in gestire i social in casa o affidarli.

Come lo affrontiamo noi

Partiamo dal profilo che hai già e da cosa vuoi ottenere, poi costruiamo il pacchetto intorno a quello: canali, frequenza, chi mette il materiale. Il preventivo esce voce per voce, così vedi cosa stai pagando e puoi togliere quello che non ti serve. Su una pagina che seguiamo, in trenta giorni, siamo arrivati a oltre 2 milioni di impression, 484.000 account raggiunti e 142.000 visite al profilo. I dettagli sono nella pagina gestione pagine social.

Vuoi una cifra sul tuo caso? Scrivici con il link del tuo profilo e ti diciamo cosa ha senso fare e quanto costa, senza impegno.

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