Preventivo sito e-commerce: le voci da controllare e i costi di ogni anno
Un preventivo per un sito e-commerce deve avere le voci separate (grafica, sviluppo, catalogo, pagamenti, spedizioni, integrazioni, pagine legali, misurazione) e dichiarare i costi che tornano ogni anno: canone della piattaforma, commissioni sui pagamenti, app e manutenzione. La cifra iniziale è solo una parte del conto.
In questa guida trovi le voci che non possono mancare, i costi di ogni anno con le cifre pubblicate dalle piattaforme e il conto che quasi nessuno fa prima di firmare: quante vendite servono per ripagare il negozio. Le fasce di prezzo per tipo di sito sono in quanto costa un sito web.
Le tre strade, e cosa cambiano nel preventivo
1. Piattaforma in abbonamento, come Shopify
Paghi un canone mensile e il negozio gira sulla piattaforma, senza un hosting da gestire a parte. Il preventivo dell'agenzia copre soprattutto grafica, configurazione, catalogo e integrazioni. In cambio il canone c'è finché il negozio resta aperto.
2. Open source, come WooCommerce
WooCommerce è un plugin gratuito per WordPress, con estensioni e supporto a pagamento. Il plugin è gratuito, ma per farlo girare servono un hosting e un dominio, e qualcuno che tenga aggiornati WordPress e i plugin. Nel preventivo deve quindi comparire chi se ne occupa e quanto costa all'anno.
3. Sviluppo su misura
Il negozio viene scritto in codice intorno al tuo modo di vendere. Ha senso quando hai regole che le piattaforme gestiscono male: listini diversi per clienti diversi, configuratori di prodotto, integrazioni particolari con il magazzino. Costa di più all'inizio e richiede un fornitore che resti, perché il codice lo conosce lui.
Le voci che un preventivo e-commerce deve avere
- Progetto grafico. Tema pronto adattato oppure grafica disegnata da zero: sono cifre molto diverse, e il preventivo deve dire quale delle due stai comprando.
- Sviluppo e configurazione. Pagine, carrello, checkout, account cliente, ricerca e filtri del catalogo.
- Inserimento del catalogo. Quanti prodotti carica l'agenzia, con quante varianti, e chi scrive descrizioni e foto. È la voce che più spesso manca e poi si scopre a lavori iniziati.
- Pagamenti. Quali sistemi vengono attivati: carte, PayPal, pagamento a rate, bonifico.
- Spedizioni e resi. Tariffe per zona e per peso, soglia di spedizione gratuita, gestione dei resi.
- Integrazioni. Gestionale, fatturazione elettronica, marketplace, corriere. Ogni integrazione è una voce a sé.
- Pagine legali. Condizioni di vendita, diritto di recesso, privacy e cookie. Il preventivo deve dire chi le scrive e chi ne risponde, perché sono testi con un peso legale.
- Misurazione. Analytics, pixel di Meta e tracciamento degli acquisti, impostati prima del lancio. Senza, quando partono le campagne non sai quali vendite hanno portato.
- Formazione. Chi ti insegna a caricare un prodotto, cambiare un prezzo, gestire un ordine.
- Tempi e fasi. Le date di consegna di ogni fase e cosa serve da parte tua per rispettarle.
I costi che tornano ogni anno
È la parte che i preventivi spesso lasciano fuori, e che pesa per tutta la vita del negozio. Le cifre qui sotto sono quelle pubblicate dalle piattaforme, verificate a ottobre 2026.
- Canone della piattaforma. Su Shopify il piano Basic costa 19 euro al mese con pagamento annuale (27 con pagamento mensile), il piano Grow 56 euro al mese annuale (74 mensile) (prezzi Shopify).
- Commissioni sui pagamenti. Con Shopify Payments, sul piano Basic, le carte online standard costano 1,9% più 25 centesimi a transazione. Se usi un sistema di pagamento esterno, Shopify aggiunge una sua commissione: 2% sul Basic, 1% sul Grow. Con Stripe le carte standard emesse nello Spazio economico europeo costano 1,5% più 25 centesimi, senza canone mensile (prezzi Stripe).
- Hosting e dominio, se il negozio non è su una piattaforma in abbonamento.
- App ed estensioni a pagamento: recensioni, fatturazione, filtri avanzati, abbonamenti. Ognuna ha il suo canone, e vanno elencate a parte.
- Manutenzione: aggiornamenti, sicurezza, piccole modifiche. Può essere un canone o a ore, ma deve esserci scritto.
Il conto del primo anno, con un esempio
Mettiamo un negozio con un catalogo medio, realizzato su Shopify con piano Grow e pagamento annuale:
- Realizzazione: mettiamo 8.000 euro.
- Canone: 56 euro per 12 mesi, cioè 672 euro.
- Commissioni: 400 ordini da 60 euro fanno 24.000 euro incassati. Con l'1,8% più 25 centesimi del piano Grow sono circa 432 euro più 100 euro di quota fissa, cioè circa 532 euro.
Con 400 ordini il primo anno costa quindi circa 9.200 euro, prima di app, manutenzione e campagne. Ora la domanda che conta: quante vendite servono per ripagarlo? Qui conviene separare i costi fissi, cioè realizzazione e canone (8.672 euro), dalle commissioni, che crescono con il numero di ordini. Si dividono i costi fissi per il margine che ti resta su un ordine medio, tolti prodotto, spedizione e commissioni. Se su un ordine da 60 euro ti restano 15 euro, servono circa 579 ordini.
Qui si vede perché il preventivo del sito è solo metà del conto. Un negozio online non riceve visite da solo: le visite si costruiscono con campagne, contenuti e posizionamento, e anche quelle hanno un costo per ordine. Prima di firmare conviene sapere quanti ordini servono e da dove arriveranno. Su un e-commerce di abbigliamento che seguiamo, le campagne su Facebook e TikTok hanno portato 66.638 euro di vendite in 4 mesi e mezzo, con il fatturato salito del 450%: il dettaglio è nei casi studio.
Come confrontare due preventivi e-commerce
- Stessa piattaforma? Un preventivo su Shopify e uno su misura non si confrontano solo sulla cifra iniziale: cambiano i costi di ogni anno.
- Il catalogo è incluso? Cento prodotti caricati con foto e varianti sono giorni di lavoro. Se uno lo include e l'altro no, la differenza di prezzo è lì.
- I costi ricorrenti sono scritti? Canone, commissioni, app, hosting, manutenzione. Se mancano, chiedili prima di firmare.
- A chi sono intestati dominio e account? Il nostro consiglio è che dominio, piattaforma, sistema di pagamento e account pubblicitari stiano a nome tuo, così se un giorno cambi fornitore il negozio resta tuo.
- Chi si occupa del negozio dopo il lancio? Aggiornamenti, problemi ai pagamenti, nuovi prodotti: serve un nome e una cifra.
- Le vendite vengono misurate? Se il preventivo non dice niente su tracciamento e pixel, quando partirai con la pubblicità non saprai quali campagne vendono.
Domande frequenti
Perché due preventivi e-commerce possono essere così diversi?
Perché spesso non contengono le stesse cose. Cambiano la piattaforma, che sposta i costi di ogni anno, il numero di prodotti caricati dall'agenzia, le integrazioni con gestionale e marketplace, la grafica disegnata da zero o adattata da un tema. Si confrontano solo dopo averli messi voce per voce uno accanto all'altro.
Cosa deve contenere un preventivo per un sito e-commerce?
Le voci separate: progetto grafico, sviluppo, inserimento del catalogo, pagamenti, spedizioni e resi, integrazioni, pagine legali, misurazione delle vendite, formazione. Poi i costi ricorrenti dichiarati, cioè canone, commissioni, hosting e manutenzione, i tempi con le fasi di consegna e a chi vengono intestati dominio e account.
Meglio Shopify o WooCommerce?
Shopify ha un canone mensile e il negozio gira sulla piattaforma, senza un hosting da gestire a parte. WooCommerce è un plugin gratuito per WordPress, ma per farlo girare servono un hosting e un dominio, e qualcuno che tenga aggiornati WordPress e i plugin. Su cataloghi piccoli e medi la scelta dipende più da chi gestirà il negozio ogni giorno che dal prezzo di partenza.
Quali costi ci sono ogni anno dopo la realizzazione?
Il canone della piattaforma se è in abbonamento, oppure hosting e dominio. Le commissioni su ogni pagamento, che per esempio con Stripe partono da 1,5% più 25 centesimi sulle carte standard emesse nello Spazio economico europeo. Le app o le estensioni a pagamento, e la manutenzione. Un preventivo serio li elenca a parte, con la cifra.
Quante vendite servono per ripagare un sito e-commerce?
Si dividono i costi fissi del primo anno, cioè realizzazione e canone, per il margine che ti resta su un ordine medio, tolti prodotto, spedizione e commissioni. Con 8.672 euro di costi fissi e 15 euro di margine a ordine servono circa 579 ordini. È il numero da tenere in mano quando si decide quanto investire anche per portare visite al negozio.
Come lo facciamo noi
Prima della cifra facciamo il conto che hai visto sopra: quanto vale un ordine, quanti ordini servono, da dove arriveranno. Poi costruiamo il negozio con le voci separate e i costi ricorrenti scritti, e impostiamo la misurazione prima del lancio. Se vuoi un preventivo sito web o e-commerce costruito così, il servizio è quello; per le fasce di prezzo di tutti i tipi di sito c'è quanto costa un sito web.
Vuoi una cifra sul tuo negozio? Scrivici cosa vendi, quanti prodotti hai e su cosa vendi oggi, e ti mandiamo un preventivo con le voci separate.