Come sponsorizzare su Instagram
Sponsorizzare su Instagram è tecnicamente facile: sotto ogni post c'è un pulsante, lo premi, metti una cifra e parte. Il punto è che quel pulsante è anche il modo più caro di spendere in pubblicità, e quasi nessuno lo dice. Qui trovi tutte e due le strade per fare pubblicità su Instagram, quanto costano davvero e come si capisce quale delle due serve al tuo caso.
Le due cose che ti servono prima di partire
Un account professionale, cioè Aziendale o Creator: si cambia dalle impostazioni del profilo in un minuto e resta gratis. E una Pagina Facebook collegata, perché è da lì che passano la fatturazione e i dati delle campagne. Senza queste due cose il pulsante per sponsorizzare non compare, ed è il motivo per cui molti pensano che Instagram gliel'abbia tolto.
Strada 1: sponsorizzare dall'app
È il pulsante Metti in evidenza che vedi sotto al post pubblicato. Ti chiede tre cose in fila:
- Dove vuoi mandare le persone: sul tuo profilo, sul sito o in chat con te.
- A chi mostrarlo: puoi lasciare fare a Instagram, che sceglie un pubblico simile a chi ti segue, oppure impostare a mano zona, età e interessi. Per un'attività locale la zona è la voce che conta di più.
- Quanto e per quanto: budget al giorno e numero di giorni. L'app ti mostra una stima di copertura che è appunto una stima, non una promessa.
Da lì il post va in revisione e parte, di solito nel giro di poco. È veloce e va benissimo per quello che sa fare: dare più visibilità a un contenuto.
Strada 2: sponsorizzare da Gestione inserzioni
È il pannello completo di Meta, lo stesso con cui si gestiscono le campagne su Facebook e Instagram insieme. Cambia parecchio:
- Scegli l'obiettivo vero della campagna, per esempio contatti, vendite o messaggi, e il sistema ottimizza su quello invece che sulla sola copertura.
- Costruisci il pubblico nel dettaglio, compresi i pubblici simili a chi ha già comprato e il retargeting di chi ha visitato il sito.
- Usi il pixel sul sito, quindi vedi cosa succede dopo il click e non solo quante persone hanno visto il post.
- Metti in prova più creativi e più testi nella stessa campagna e lasci che siano i dati a dire quale funziona.
Serve più tempo per impostarla, e infatti è la parte che di solito si affida a qualcuno. In cambio, a parità di budget, il costo per risultato scende parecchio.
Quanto costa sponsorizzare un post su Instagram
Sul costo della pubblicità su Instagram va separata una cosa che quasi tutti confondono. Il budget lo decidi tu: lo imposti al giorno oppure come cifra totale per tutta la durata, e lo cambi quando vuoi. Quanto ti costa il risultato non lo decidi tu: lo stabilisce l'asta di Meta, in base a quante aziende vogliono lo stesso pubblico nello stesso momento. Ecco perché la stessa sponsorizzata costa diversamente a dicembre e a febbraio.
Le indicazioni che Meta stessa documenta e che conviene conoscere prima di mettere una cifra:
- Partire da circa 5 euro al giorno per almeno sei giorni, per dare al sistema il tempo di capire a chi mostrare l'annuncio.
- Tenere il budget giornaliero ad almeno dieci volte il costo medio del risultato che stai cercando. Se un contatto ti costa in media 5 euro, sotto i 50 euro al giorno la campagna fatica.
- Sapere che in un singolo giorno Meta può spendere fino al 75% in più del budget giornaliero, e poi si riallinea nell'arco della settimana. Il conto va guardato a settimana, non a giornata.
Per darti un ordine di grandezza su cosa si ottiene quando la campagna è impostata bene: su una campagna di contatti per uno studio medico a Roma siamo arrivati a 1.134 contatti a 1,57 euro l'uno in circa un mese, e su altre campagne le visite al sito sono costate 0,30 euro l'una. Sono numeri reali di lavori nostri, li trovi con il contesto completo nei casi studio.
Perché una sponsorizzata da pochi euro spesso non rende
È la parte che manca in quasi tutte le guide, ed è quella che spiega i soldi buttati. Ogni campagna nuova entra in una fase di apprendimento: il sistema di Meta prova diversi tipi di persone per capire chi risponde meglio. Ne esce quando raccoglie circa 50 risultati in sette giorni. Finché resta lì dentro, la consegna è instabile e i costi sono più alti di quanto dovrebbero.
Il conto è presto fatto. Se metti 20 euro totali su tre giorni, e un risultato ti costa 2 euro, quella campagna raccoglie dieci risultati e si spegne senza aver mai imparato niente. Non hai comprato pubblicità, hai comprato una prova troppo corta per dirti qualcosa. Meglio concentrare la stessa cifra su una campagna sola, che gira più a lungo, invece di spargerla su cinque post diversi.
Quando il pulsante basta davvero
Il pulsante Metti in evidenza ha senso quando l'obiettivo è la visibilità di un contenuto e basta: un evento in arrivo, un'apertura, una data da annunciare, un post che sta già andando bene da solo e vale la pena spingere. In quei casi la strada breve fa il suo lavoro e non ti serve altro.
Quando invece devi portare contatti, vendite o prenotazioni, e soprattutto quando il budget mensile inizia a essere una cifra che conta, la differenza tra le due strade smette di essere teorica. Lì la campagna va costruita in Gestione inserzioni, con il pixel attivo e un obiettivo che coincide con quello che ti serve davvero.
Gli errori che vediamo più spesso
- Sponsorizzare un post che non funzionava già. La pubblicità amplifica il contenuto, non lo sistema. Se un post non interessa a chi ti segue, non interesserà neanche a pagamento.
- Cambiare tutto ogni due giorni. Ogni modifica importante fa ripartire la fase di apprendimento da capo, quindi rimescolare in continuazione tiene la campagna sempre nella fase più cara.
- Pubblico troppo stretto. Zona piccola più molti interessi insieme lascia troppe poche persone da raggiungere, e il costo sale.
- Mandare tutti sul profilo. Se vendi qualcosa, il traffico va su una pagina fatta per convertire, non sulla griglia dei post.
- Guardare i like invece dei contatti. Un post con tanti cuori e zero richieste non ha portato lavoro.
Come lo facciamo noi
Partiamo da cosa vale un cliente per te, poi costruiamo la campagna intorno a quel numero: obiettivo giusto, pubblico costruito sui dati, budget dimensionato perché la campagna esca davvero dalla fase di apprendimento e creativi messi in prova invece che scelti a intuito. Il servizio è la pagina campagne, e se prima vuoi ragionare sulla cifra da mettere abbiamo scritto quanto budget serve per iniziare con le campagne su Meta. Se il tema è invece la pubblicità sulla ricerca, c'è quanto costa Google Ads.
Vuoi capire con che cifra ha senso partire nel tuo caso? Scrivici cosa vendi e in che zona lavori, ti diciamo cosa aspettarti senza impegno.